
L’Associazione Italiana Editori nasce nel 1869 con il nome di Associazione Librai Italiani. Negli anni a seguire anche tipografi ed editori ne entrano a far parte e nel 1921 l’associazione tramuta il proprio nome in Associazione Editoriale Libraria Italiana, per poi essere sciolta otto anni dopo. Nel 1946 si rifonda con il nome che ancora oggi porta.
L’associazione che rappresenta e tutela
L’obiettivo di questa associazione di categoria sta, prima di tutto, nella tutela e nella rappresentanza degli editori italiani e di quelli stranieri che operano su territorio nazionale pubblicando riviste e libri in lingua italiana. L’associazione si occupa inoltre degli aspetti legali inerenti i diritti di autore oltre che dello sviluppo e della promozione dell’editoria nazionale.
L’Associazione Italiana Editori non opera però esclusivamente a livello nazionale ma collabora anche con le autorità europee in un costante confronto su tematiche riguardanti la promozione, la produzione e la vendita delle opere edite. L’associazione è inoltre una voce importante nel dibattito europeo sulle politiche che regolamentano l’industria di settore. Al fine di pubblicizzare e rendere merito all’editoria ed alla cultura italiana nel mondo, l’AIE partecipa alle più importanti esposizioni dell’editoria in Italia ed all’estero. Tramite la propria società di servizi organizza un considerevole numero di seminari, incontri culturali e corsi professionali per gli operatori del settore.
In tempi di internet non solo libri di carta
L’Associazione Italiana Editori procede al passo con i tempi e, sin dall’avvento di internet, ha dedicato particolare attenzione anche al settore dei libri in formato digitale. La diffusione e la vendita degli e-book è un mercato in costante crescita. Per questa ragione l’AIE che fa parte dell’IDPF, istituzione internazionale che si occupa dello sviluppo del mercato digitale, ha predisposto al suo interno una commissione addetta al monitoraggio del mercato digitale ed all’organizzazione di iniziative specificamente rivolte all’uso delle tecnologie all’interno del mondo editoriale.
Foto: morchella
Da tempo ormai i pessimisti annunciano con certezza l’imminente scomparsa della carta stampata. Sembra però che questa visione delle cose non sia affatto supportata dai dati che gli studi di mercato registrano nell’anno 2011. Evidentemente l’avvento di internet non è riuscito a distruggere quello che è stata e rimane una delle maggiori passioni dell’uomo: la lettura di un buon libro. Anche coloro che apprezzano ed usufruiscono delle versioni letterarie in formato digitale, difficilmente abbandonano del tutto il piacere di sfogliare un volume tenendolo tra le mani.
La scelta di un libro segue strade misteriose. Vi è chi acquista un’opera letteraria perché incoraggiato da pubblicità e promozioni, chi per rimanere fedele ad un determinato autore, chi per l’argomento trattato; ma ci sono anche coloro che si lasciano conquistare da una bella veste grafica, dal numero consistente di pagine o semplicemente dal capriccio di un momento. Meno soggetta a moti impulsivi è la selezione di saggistica. Difficilmente gli appassionati di testi scientifici cedono alla tentazione di un racconto di fantascienza, raramente gli amanti dei saggi apprezzano i romanzi d’amore.
Molti sono i best-seller famosi presentati da Arcana Libri. Ricordiamo solo alcuni dei volumi più venduti perché sarebbe impossibile nominarli tutti.
Sono moltissime le case editrici famose in Italia; lo sanno bene gli esordienti scrittori che si debbono destreggiare tra lunghi elenchi quando decidono di inviare il loro manoscritto nella speranza che venga pubblicato da un editore.
Negli anni settanta Fernanda Pivano e Raimondo Biffi fondano a Roma l’ editrice Arcana Libri che, poco più di dieci anni dopo, diviene la più importante casa editrice musicale in Italia. Nel 2005 Arcana, dopo varie vicissitudini, aggiunge una nuova collana a quelle già esistenti; questa porta il nome di “Controculture” ed è dedicata al tema della controcultura. Oggi Arcana Libri detiene ancora il primato conquistato negli anni ottanta ed ancora racconta la storia della musica pop attraverso le sue opere.